Aggiornamenti COVID-19

 

CON IL DPCM DEL 11 GIUGNO, IN QUESTA "NUOVA NORMALITA'", SONO RIPARTITI I VOLI NAZIONALI. DAL 15 GIUGNO, GRADUALMENTE, QUELLI INTERNAZIONALI. 

 

VEDIAMO QUALI LE NOVITA':

 

MASCHERINE - AUTOCERTIFICAZIONE - TC INFERIORE A 37,5

Stando a uno degli allegati tecnici del Decreto del presidente del Consiglio pubblicato in Gazzetta Ufficiale, il governo avrebbe rimosso l’obbligo di distanziamento fisico sui velivoli. I passeggeri saranno obbligati a indossare le mascherine (da cambiare ogni quattro ore) e presentare un’autocerficazione in fase di check-in online, comunque prima dell’imbarco, nella quale dichiarare di non aver avuto contatti con persone risultate positive al Coronavirus. I passeggeri inoltre non dovranno avere una temperatura corporea superiore a 37,5.

Il documento, che segue le linee guida dell’Agenzia europea per la sicurezza aerea (Easa), permette una deroga alla regola nei casi in cui l’aria sia rinnovata ogni tre minuti, i flussi devono essere verticali e devono essere usati filtri Hepa, i dispositivi già in uso nelle sale operatorie degli ospedali che riescono a bloccare la quasi totalità dei microbi presenti nell’aria (il 99,97%).

 

DIVIETO DI IMBARCO DEI TROLLEY IN CABINA

Dal 15 giugno, chi viaggia in aereo non potrà portare a bordo bagagli a mano di grandi dimensioni, «al fine di limitare al massimo i movimenti nello stesso aeromobile». L’obiettivo è quello di evitare eccessivi contatti tra i passeggeri. 

La decisione comunicata da Enac, su disposizione del ministero della Salute, aveva scatenato non pochi malumori tra i passeggeri, che già temevano una sorta di tassa occulta.  In una nota però l’Enac ha chiarito che «nessun costo aggiuntivo può essere richiesto dalle compagnie aeree al passeggero per l’imbarco del bagaglio in stiva». Resta la possibilità di utilizzare lo spazio sotto il sedile anteriore al passeggero per depositare un piccolo bagaglio.

 

AUTOCERTIFICAZIONE

Chi viaggerà in aereo dovrà produrre un’autocertificazione che attesti di non aver avuto contatti stretti con persone affette da Coronavirus (almeno due giorni prima e fino a 14 giorni dopo che sviluppassero dei sintomi). Nel caso il passeggero dovesse sviluppare dei sintomi una volta arrivato a destinazione, sarà comunque tenuto a comunicarlo alla compagnia aerea e all’autorità sanitaria competente entro otto giorni.

Per scaricare autodichiarazione clicca: 
Allegato 0021870-23/06/2020-DGPRE-MDS-P - Autodichiarazione COVID –19

 

DOCUMENTI VALIDI PER L'ACCESSO IN BOSNIA ERCEGOVINA: Passaporto in corso di validità

"... I cittadini stranieri (...) possono entrare nel territorio della Bosnia Erzegovina unicamente con un passaporto in corso di validità, fino a quando le restrizioni all’ingresso non saranno eliminate  (non sono più accettati altri documenti di riconoscimento)". 

 

COLLEGAMENTI AEREI  

fino al 30 giugno la Bosnia Ercegovina ha sospeso gli ingressi di tutti i cittadini provenienti da diversi paesi. Tra i quali l'Italia.

Dopo tale data si aspetta di conoscere quali nuove direttive vorrà assumere nel merito il Governo locale.

Considerata l'apertura delle frontiere della gran parte dei paesi europei ed extraeuropei e la conseguente riapertura dei voli, si ha motivo di ritenere che, a breve, anche la Bosnia Ercegovina consentirà l'accesso ai cittadini stranieri.

Di seguito si riportano le note pubblicate sul sito web del MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI E DELLA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE http://www.viaggiaresicuri.it/country/BIH 

 

IN EVIDENZA

 
12.8.2020
COVID-19. NORMATIVA ITALIANA: Il DPCM 7 agosto 2020 contiene la disciplina in vigore dal 9 agosto al 7 settembre 2020 in tema di spostamenti da/per l’estero*. Il nuovo DPCM individua 6 elenchi di Paesi:
A - San Marino e Città del Vaticano: nessuna limitazione.
B - PAESI UE (tranne Croazia, Grecia, Malta, Spagna, Romania e Bulgaria), SCHENGEN, Regno Unito e Irlanda del Nord, Andorra, Principato di Monaco: sono consentiti senza necessità di motivazione, quindi anche per TURISMO, e senza obbligo di isolamento al rientro, gli spostamenti da/per i Paesi dell’UE (tranne Romania e Bulgaria). Rimane l’obbligo di compilare un’autodichiarazione.
Croazia, Grecia, Malta, Spagna: il Ministro della Salute, con Ordinanza del 12 agosto 2020, oltre a quanto già previsto per i Paesi UE, ha stabilito che coloro che entrano/rientrano in Italia da questi Paesi (dopo soggiorno o anche solo transito) dal 13 agosto e fino a nuovo ordine, debbano anche:
a) presentare un’attestazione di essersi sottoposti, nelle 72 ore antecedenti all’ingresso nel territorio nazionale, ad un test molecolare o antigenico, effettuato per mezzo di tampone e risultato negativo;
in alternativa
b) sottoporsi ad un test molecolare o antigenico, da effettuarsi per mezzo di tampone, al momento dell’arrivo in aeroporto, porto o luogo di confine (ove possibile) o entro 48 ore dall’ingresso nel territorio nazionale presso l’azienda sanitaria locale di riferimento.
Le persone che hanno soggiornato o transitato in questi quattro Paesi devono anche comunicare il loro ingresso nel territorio italiano al Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda Sanitaria competente.
 
C- Bulgaria e Romania: sono consentiti gli spostamenti per qualsiasi ragione da/per questi Paesi ma, al rientro in Italia, vige l’obbligo di isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria, è necessario compilare un’autodichiarazione e si può raggiungere la propria destinazione finale in Italia solo con mezzo privato (è consentito il transito aeroportuale, senza uscire dalle zone dedicate dell’aerostazione).
D- Australia, Canada, Georgia, Giappone, Nuova Zelanda, Ruanda, Repubblica di Corea, Tailandia, Tunisia, Uruguay: sono consentiti gli spostamenti da/per questi Paesi senza necessità di motivazione, quindi anche per TURISMO. Tuttavia, al rientro in Italia, è necessario sottoporsi ad isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria, compilare un’autodichiarazione e si può raggiungere la propria destinazione finale in Italia solo con mezzo privato (è consentito il transito aeroportuale, senza uscire dalle zone dedicate dell’aerostazione).
E - Resto del mondo: gli spostamenti da/per il resto del mondo sono consentiti solo in presenza di precise motivazioni, quali: lavoro, motivi di salute o di studio, assoluta urgenza, rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza. Non sono quindi consentiti spostamenti per turismo. Il rientro in Italia da questo gruppo di Paesi è sempre consentito ai cittadini italiani/UE/Schengen e loro familiari, nonché ai titolari di regolare di permesso di soggiorno e loro familiari. Al rientro in Italia da questi Paesi, è necessario sottoporsi ad isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria, compilare un’autodichiarazione nella quale si deve indicare la motivazione che consente il rientro e si può raggiungere la propria destinazione finale in Italia solo con mezzo privato (è consentito il transito aeroportuale, senza uscire dalle zone dedicate dell’aerostazione).
F - Armenia, Bahrein, Bangladesh, Bosnia Erzegovina, Brasile, Cile, Kuwait, Macedonia del Nord, Moldova, Oman, Panama, Perù, Repubblica Dominicana: da questi Paesi è ancora in vigore un divieto di ingresso in Italia, con l’eccezione dei cittadini UE (inclusi i cittadini italiani) e loro familiari che abbiano la residenza anagrafica in Italia da prima del 9 luglio 2020. Gli spostamenti dall’Italia verso questi Paesi sono consentiti solo in presenza di precise motivazioni: lavoro, motivi di salute o di studio, assoluta urgenza, rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza. Non sono quindi consentiti spostamenti per turismo. Al rientro in Italia da questi Paesi, è necessario sottoporsi ad isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria, compilare un’autodichiarazione nella quale si deve indicare la motivazione che consente il rientro (possesso di cittadinanza UE/Schengen o condizione di familiare di cittadino UE e residenza in Italia) e si può raggiungere la propria destinazione finale in Italia solo con mezzo privato (è consentito il transito aeroportuale, senza uscire dalle zone dedicate dell’aerostazione).
Kosovo, Montenegro, Serbia: da questi Paesi è ancora in vigore un divieto di ingresso, con l’eccezione dei cittadini UE (inclusi i cittadini italiani) e loro familiari che abbiano la residenza anagrafica in Italia da prima del 16 luglio 2020. Si applicano le stesse restrizioni previste per i Paesi del paragrafo precedente (Armenia ecc…).
Colombia: da questo Paese è in vigore un divieto di ingresso (in base all’Ordinanza del Ministro della Salute del 12 agosto 2020), con l’eccezione dei cittadini UE (inclusi i cittadini italiani) e loro familiari che abbiano la residenza anagrafica in Italia da prima del 13 agosto 2020. Si applicano le stesse restrizioni previste per i Paesi del paragrafo precedente (Armenia ecc…).
 
*Il DPCM 7 agosto 2020 prevede che possano essere disposte limitazioni per specifiche aree del territorio nazionale o specifiche limitazioni in relazione alla provenienza da specifici Stati e territori esteri.
Singole Regioni potrebbero imporre a chi proviene da alcuni Stati o territori esteri il rispetto di particolari obblighi. Prima di partire per rientrare in Italia, si raccomanda di verificare eventuali disposizioni aggiuntive da parte delle REGIONI di destinazione, contattandole direttamente o visitandone i rispettivi siti web (clicca qui).
 
Vi sono alcune, limitate eccezioni a queste regole generali. Si raccomanda di consultare il testo del DPCM, cliccando qui, e l’Approfondimento del sito ViaggiareSicuri, cliccando qui.
 
ATTENZIONE: I Paesi di destinazione (anche quelli per i quali la normativa italiana non prevede limitazioni) possono sempre prevedere restrizioni all’ingresso. Si raccomanda di consultare gli Avvisi in Evidenza sulle Schede dei Paesi di interesse su ViaggiareSicuri.
9.8.2020
COVID-19. Aggiornamento: Le autorità della Bosnia ed Erzegovina hanno dichiarato lo stato di disastro in risposta all’emergenza sanitaria causata da COVID-19. Le autorità locali hanno disposto una serie di misure preventive e di contenimento progressivamente allentate. Dal mese di giugno si è registrato in Bosnia un incremento significativo dei contagi, pertanto potrebbero essere adottate nuove misure di contenimento, con breve preavviso, in funzione della situazione epidemiologica.
Gli aeroporti hanno riaperto al traffico passeggeri, anche se alcune compagnie aeree non hanno riattivato, o hanno nuovamente sospeso a seguito del nuovo aumento di contagi, le rotte da e per la Bosnia Erzegovina.
Per quanto riguarda gli ingressi nel Paese, le autorità locali hanno disposto la sospensione dell’ingresso di cittadini stranieri, fatta eccezione per i cittadini croati, serbi e montenegrini. Il divieto di ingresso non si applica inoltre ad alcune categorie di persone, le quali non sono tenute ad osservare periodi di quarantena o auto-isolamento.
Per maggiori dettagli, consultare la sezione Situazione Sanitaria di questa scheda.
 

Nome Hotel
Arrivo
Partenza
Camere
Adulti Bambini
(3-9)
Infant
(0-3)
Camera 1:
Camera 2:
Camera 3:
Camera 4:
Camera 5:
Camera 6:
Camera 7:
Camera 8:


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